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lunedì 20 aprile 2009

Con il naso nel prato

Se togliamo il disastro abruzzese e le ultime mie tre settimane versione Florence Nightingale (intense, in famiglia), niente altro può ora impedirmi di dichiarare finalmente urbi et orbi la mia soddisfazione per questa primavera che è, semplicemente: bellissima.
Là fuori giornate di pioggia si alternano a giornate calde ed il mondo vegetale ringrazia: basta guardarsi intorno per vederlo dissetarsi, respirare e dare segnali di evidente felicità :)

A proposito: è solo una mia impressione o quest'anno c'è effettivamente sovrabbondanza di tarassachi? Li sto vedendo ovunque, anche fra i binari del tram. (Deve trattarsi di una linea soppressa: perché non dovrebbero crescere lì in mezzo, giusto?)

Milano, via Luigi Emanueli

O forse ci son sempre stati ma io non ci ho mai badato?

Ci penso spesso: ma quanto e quanto a lungo sono stata selettivamente cieca davanti alle piante, alle foglie, alle erbe? Ancora non termina di meravigliarmi l'imponenza di tutto il mio precedente guardare senza nulla vedere.
E inoltre: ma quanto sono stata, quanto sono, ignorante? Quando ho cominciato a guardarmi intorno ho subito dovuto ammettere di non riuscire a dare un nome a più di qualche decina di specie; e anche se oggi va un po' meglio, l'ignoranza resta comunque abissale: la vita, inizio a temere, non mi basterà per esplorare a fondo e con vera competenza nemmeno un piano di questa immensa Biblioteca a cielo aperto.

La saggezza popolare sostiene che i nomi dei fiori s'imparino con la mezza età, e c'è del vero: in gioventù, in effetti, si è molto più interessati alla -chiamiamola così- fauna che alla flora. E a proposito di magica mezza età, chiosa la saggia equipaje: occorre sbrigarsi, sbrigarsi! Approfittare di questo "periodo finestra" ed imparare il più possibile prima che la demenza senile sopraggiunga ratta e lesta a risprofondarci nell'inconsapevolezza e nell'oblio ;)

Datemi un umile prato urbano di periferia, datemi il più banale dei pratini d'aprile -quello qui sotto, ad esempio- ed io scoprirò che c'è sempre ancora -e ancora, e ancora- qualcosa di nuovo da imparare.

Prato d'aprile

Taraxacum officinale

Il giallo dei tarassachi

Veronica (persica?)

l'azzurro delle veroniche

il rosa delle... dei... mmm, cosa caspita sono queste comunissime piantine frequentate da api, con foglie verdi che salendo virano al porpora sino al ton sur ton con i fiorellini rosa scuro? Le avrò viste un miliardo di volte ma solo ora che siamo naso a naso mi rendo conto di quanto siano carine

Lamium purpureum


La foglia è quasi identica a quella dell'ortica ma non urticante, il fiore è invece simile a quelli di basilico, rosmarino, origano etc., ovvero: labiato. Isolati questi elementi, l'identificazione risulta abbastanza semplice: Lamium purpureum.

Conosciamoci meglio, Lamium! Cosa narra il Sacro Testo delle Erbe Spontanee [*] di te?

Questa specie, da sempre considerata nell'immaginario popolare come il "parente buono" dell'ortica [...] è stata spesso utilizzata proprio per alleviare infiammazioni cutanee [...] non è difficile riscontrare in questo uso una proiezione della polarità contraria a quella dell'ortica [...]

... ed inoltre: si mangia! :)

Le parti verdi della pianta rientrano talvolta nelle miscele vegetali e nelle zuppe tradizionali (Pistic friulano e Minestrella di Gallicano in Garfagnana), mentre i fiori hanno da sempre rappresentato nelle comunità rurali lo snack preferito dei bambini: essi venivano succhiati ed erano ambitissimi perché assai dolci. Dal mondo della ristorazione più attento al recupero delle tradizioni una proposta originale: i fiori del lamio passati nella pastella e poi fritti.

Yum!
Lamium purpureum


Lamium purpureum

Davvero molto particolare il labbro superiore del fiore, arcuato a mo' di premurosa pensilina a proteggere i quattro stami che, così coperti, possono essere avvistati solo guardando la piantina... da sotto!
Nella foto che segue, gli stami sono quei quattro curiosi trattini neri che si stagliano come formichine sul rosa in secondo piano.

Sapendo che il Lamium è una piantina alta sette-otto centimentri, si domanda: come diamine avrà fatto equipaje a fare quest'ultima foto? ;)

Ma quanta microbellezza mi sono persa, esattamente, sino ad oggi? E dove si trova, esattamente, l'Ufficio Arretrati?

(Tutte le foto del Lamium mostrano molto meglio i dettagli se cliccate).

[*] Atlante dei prodotti tipici : le erbe / INSOR, Istituto nazionale di Sociologia rurale ; a cura di Graziella Picchi, Andrea Pieroni ; introduzione di Corrado Barberis. Roma : RAI-ERI : AGRA, 2005

martedì 18 novembre 2008

Farfalla, foglia, volta, libro

In giardino, 17 ottobre 2008
[enlarge your photo!]

De Mauro online:

ner|va|tù|ra s.f.

1 CO il complesso dei nervi di un organismo animale e la sua disposizione
2 TS entom., complesso di tubuli contenenti nervi, trachee ed emolinfa delle ali degli insetti; ciascuno dei tubuli che costituiscono questo complesso

3 TS bot., l’insieme dei fasci fibrovascolari che solcano una foglia e servono a diffondere la linfa; ciascuno dei fasci che costituiscono tale insieme

4a TS arch., ogni elemento di rinforzo o sostegno di una costruzione che ne aumenti la resistenza alla flessione
4b TS arch., l’insieme dei cordoni sagomati che limitano le sezioni di una volta a crociera
5 TS mecc., elemento continuo sporgente ottenuto mediante stampaggio su una superficie piana per renderla rigida

6 TS sart., piccola piega cucita in rilievo per lo più a scopo di guarnizione
7 TS legat., rilievo orizzontale a scopo ornamentale sporgente dal dorso di un libro rilegato


Come si sostiene in modo più articolato anche qui: ogni buona idea è un'idea copiata dalla natura.
(¿Acaso alguien lo dudó alguna vez?)

mercoledì 8 ottobre 2008

Hoy me siento política

Oh dear, I'm feeling political today. It's just that it's dawned on me that zero tolerance only seems to mean putting extra police in poor, run-down areas, and not in the Stock Exchange.

[Terry Pratchett, alt.fan.pratchett]

lunedì 1 settembre 2008

La linea del banano

Forse l'inverno mite, forse il global warming, forse le piogge abbondanti della primavera.
Forse la linea della palma che inesorabile sale di cinquecento metri ogni anno.
O forse el buen retiro che mi si va insidiosamente trasformando nel patio trasero della Repubblica delle Banane?


Sia come sia: nell'anno di grazia 2008 ecco come si presenta un banano nato a meno di quaranta chilometri dalla Svizzera (muro di cinta circa due metri):





Avessi tempo, mi siederei sotto il boschetto di banani per dedicarmi a profondissime, siddhartiche meditazioni.

Meditazioni naturalistiche del tipo: ma se il banano è un'erba -e lo è- come saranno le formiche, in scala?

Spiritualismi stroncati sul nascere dalle battute di caccia delle feroci bestie insubri:





L'oggetto della caccia grossa è questo qui:




(E' un micio un po' stranino, claro que sí).



Musa basjoo




En 1983 en Nicaragua comíamos nacatamales. Aquel año la cosecha de papas se había ido al carajo y en el McDonald's de Managua servían hamburguesas con plátano frito (que se sepa: un horror).

lunedì 9 giugno 2008

Maledizioni cinesi

[...] si era immaginato di trovare il giardino pieno di fiori appassiti.
Invece era ben tenuto e chiaramente era stato piantato da qualcuno amante dei colori, sempre che questi fossero viola scuro, nero come la notte o bianco come un sudario.

(La luce fantastica, TPratchett)


Clematis jackmanii e Laurus nobilis

Buongiorno. Diluvia.

Qui non s'è ancora fatto il cambio inverno/estate e si sta approfittando del clima atmosferico per svuotare la dispensa e darsi al comfort food autunnalissimo -minestra di cicerchie e piselli ieri l'altro, vellutata patate porri e timo oggi, poi metto in ammollo l'orzo per la zuppetta. Per essere quasi al solstizio d'estate, davvero niente male.


Clematis jackmanii

Il giardino sembra gradire tutta questa pioggia, ma ne esce assai poco fotogenico. E, a volte, ho il blu violetto color relax spirituale che mi vira un po' sul meditativo cupo: gli è che il mondo si ostina ad invadere il giardinetto della signorina Rose Papillon (nel paese dei brutti sogni, altroché).


Clematis jackmanii


Viviamo in tempi interessanti, si diceva.

Conoscete tutti la raffinata maledizione cinese che augura "Possa tu vivere in tempi interessanti!"?


Verbena


E' questo il titolo che Eric Hobsbawm, con sense of humor tutto british, ha voluto per la sua autobiografia -e la sua è una vita quasi perfettamente coincidente con il 1900, l'interessantissimo Secolo breve zeppo di sfracelli e di rinascite. La storia della pacifica Svizzera, in effetti, non riesce ugualmente avvicente.

"Tempi interessanti" è anche il titolo di uno dei babbiosi libretti di Terry Pratchett (non letto, tra l'altro).


Verbena


Viviamo senza dubbio in tempi interessantissimi.
Che mal di testa, però! :)

Deve -sine aliquo dubio- trattarsi di questo stridente accostamento Clematis-Verbena.
Entrambi fondamentalissimi fiori di Bach, fanno a pugni tra loro: Clematis per sognatori ad occhi aperti in fuga dalla realtà, Verbena per fanatici entusiasti.

Poi mi passa, eh: oggi è lunedì -la mia personale maledizione cinese. Buona settimana (c'è una splendida luna nuova) :)

venerdì 4 aprile 2008

Memorie dal sottosuolo

Un pomeriggio di primavera un vangatore.

Per meglio dire, una vangatrice.
Ed un angolo di giardino che nessuno ha mai avuto l'ardire di vangare negli ultimi quarant'anni.


Chiodi e ganci della prima età del ferro, bottoni, mattoni. Artistici tubi da 4 cm., pezzi di vetro bianco e verde, ceramica ascrivibile ad antichi bidet, tappi a corona -memoria di pause birresche di maestranze non ancora islamiche. Mattoni. Una probabile raffigurazione di capricorno camuno (reperto n. 1). Commoventi medagliette di latta. Mattoni. Imperituro sacchetto di plastica del detersivo Scala, blocchi di cemento. Capitello insubre d'incerta datazione (reperto n. 2).

Reperti nn. 1 e 2


E poi -l'ho già detto?- mattoni.

Inizio a trovare un perché a quell'inspiegabile e cocciuta resistenza opposta dal rosmarino, nonostante le coccole ed il pieno sole.

Rari lombrichi civilizzati, ormai adusi all'uso del bidet. Una larva di coleottero, educata, laggiù in lontananza nella bruma fa ciao con la manina (zampina).



Ma, tutto ad un tratto ecco frammenti di arte musiva del Secondo Dopoguerra -le piastrelline di graniglia. E tout d'un coup le souvenir m’est apparu: le piastrelline della cucina della zia Gabriella! Quelle stesse piastrelline che, la domenica mattina, quando andavo a darle il buongiorno nella sua camera, la zia Gabriella mi offriva, dopo averle immerse nel suo infuso di casseoula...

(mm, no, forse no, non era precisamente così, forse le souvenir, pietoso, trasmuta e m'inganna).

E appena ebbi riconosciuto il sapore del pezzetto di piastrella che mi dava la zia, subito la vecchia casa verde si adattò, come uno scenario di teatro, e con la casa rividi le vetrate colorate, il vecchio lavatoio di pietra, i portici delle meraviglie ove andavano le gatte a figliare, l'albicocco, i sentierini dove ci si inoltrava se il tempo era bello. E solo lentamente, molto lentamente, riuscii a tornare alle odierne finestre di acciaio, ai garages sorti al posto del lavatoio e dei portici, al cordolo che corre nel cortile come un confine nordafricano.

Provvisorissime conclusioni:

i) vangare è attività fisica che sprofonda nelle madeleines e nelle riflessioni cupe;

ii) gli attuali otta-novantenni avranno anche pur fatto la Repubblica -il mio Signor Padre quasinovantenne a dire il vero manco quella, nel 1946 votò per il Re- ma poi, invasati dal boom economico e dallo "sviluppo", splendidamente se ne stracatafottettero vuoi dell'estetica, vuoi delle ricadute ambientali;

iii) se ci vuole del coraggio per tornare a vivere nei luoghi dove si è nate, figuratevi quanto ce ne vuole per mettersi a scavare senza poi produrre un'opera letteraria in sette tomi.

Domani si termina, la prossima settimana si rimuove: discarica, j'arrive (ma lavati pure, ci mancherebbe).

Ma: come vengono riciclati i mattoni e le scorie edilizie?
Non è che per caso poi vengono qui a reinterrarmeli nottetempo, umh?

lunedì 7 gennaio 2008

Fukuoka & Mafalda (1,4 €/l)

Quino (Joaquín Salvador Lavado)

Miguelito:

- Sí, bueno, trabajar para ganarse la vida, claro.

- ¿Pero por qué esa vida que uno se gana tiene que desperdiciarla en trabajar para ganarse la vida?


Trad. (libera): Vado a lavorare per comperarmi la benzina che mi consente di andare a lavorare.

E non bastasse, è pure lunedì.

domenica 6 gennaio 2008

2008 International Year of Potato / 2

Solanum tuberosum
(immagine da http://www.potato2008.org/)

Che poi.

Ogni qualvolta sento nominare l'"effetto farfalla" a me viene in mente che senza la peronospora della patata gli Stati Uniti non avrebbero mai avuto JF Kennedy come presidente.

(Sarà grave?)