E' stato un lungo, lunghissimo autunno.sabato 19 dicembre 2009
E ora la neve copre tutto
E' stato un lungo, lunghissimo autunno.giovedì 17 settembre 2009
Gender issues nell'orto
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| Specie aliena non invasiva |
Sei piantine di pomodoro sei, le prime dopo forse mezzo secolo in quest'angolo di terra. Un passo irrilevante per l'autosussistenza, un balzo gigantesco per il buen retiro. In qual direzione questo balzo, questo è oggetto di ampio dibattito.
Lui osserva la scena con espressione pensierosa, le braccia strettamente conserte.
Lui: Come hai detto che si chiama questa operazione?
Lei: Sfemminellatura.
Lui: Mm. Definisci sfemminellatura.
Lei (ovvia): Togliere le femminelle.
Lui: Una femminella, ovvero..?
Lei (più petulante di Hermione Granger, citando gli amicidellorto): Chiamasi femminella il rametto che cresce lateralmente al tronco, appena sopra l'attaccatura delle foglie. Normalmente si elimina per concentrare i frutti sul tronco principale.
Lui: Quindi insomma una femminella è un qualcosa che...
Lei: ... mina il vigore, tende a ridurre la produzione, è un elemento decorativo ma inutile a fini pratici e, non ultimo, fa pure perdere tempo. Ehi, che cos'è quel sorr...
Lui: ...
Lei: ...
Lui: ...
Lei: E fanculizzarsi, ogni tanto?
Lui: L'hai detto tu!
Lei: E tu l'hai pensato!
Che poi a rigore non si chiama nemmeno sfemminellatura, ma: scacchiatura. Appunto.
Chissà se gli ultimi pomodori ancora verdi sulle piantine gliela faranno?
lunedì 2 febbraio 2009
Cime tempestose
Noi, qui, nel nostro piccolo, abbiamo i cedri del Buen Retiro.
Paiono lì da sempre, ma non è così.
Strobilo di Cedrus deodara
La parte più vecchia della casa dove vivo è del 1929. Appena costruita ci vennero a stare nonno, nonna e i loro sette figli: mio padre, nato nel 1919, era uno dei più piccoli. Poi i figli crebbero: le femmine si sposarono ed andarono via, i maschi restarono qui. La casa raddoppiò, ne vennero quattro appartamenti per altrettanti nuclei familiari. Nel giardino, equamente suddiviso tra fratelli, c'erano gli orti e qualche pianta da frutto.
Poi vennero gli anni del miracolo economico, gli zii si fecero le villette, mio padre comperò le loro quote di casa. La fine degli anni '60 colse mia madre impegnata a coniugare il giardino secondo gli stilemi del suo nuovo status piccolo borghese: prima via gli orti, poi pian piano via tutte le piante che fanno sporco -il fico e il cachi prima, la vite e l'albicocco poi. L'operazione "salotto di rappresentanza" perfettamente asettico, era iniziata: dentro le edere e le salvie splendenti e, soprattutto, dentro le conifere: che' la conifera teoricamente non spoglia e non sporca ed è quindi pianta sommamente gradita alla Grande Madre Massaia Mediterranea (GMMM). Io sotto sotto ne sono sempre stata un po' persuasa: per riuscire a tratteggiare così genialmente la filosofia del "giardino da GMMM", Ippolito Pizzetti deve per forza aver conosciuto mia madre in qualche strana occasione, forse prendeva appunti ben nascosto dietro un cipresso mentre lei armeggiava in giardino.
Qui nel Buen Retiro -che, si badi, non è mica il Bois de Boulogne- di conifere al momento ce ne sono "solo" cinque, e tre di queste sono cedri Deodara alti forse venti metri.
Cedrus deodara
Questo è successo qui, a casa dei miei. Ma nelle vicinanze la storia è ovunque la stessa: se cerco i cedri del Buen Retiro su Google Maps (si vedono perfettamente) li trovo annegati nell'oceano di conifere dei giardini e giardinetti circostanti: tra l'Alto Milanese ed il Basso Varesotto la conifera impera ovunque senza serî concorrenti. Senza concorrenti, sì: perché provateci voi, a far crescere qualcosa sotto i pini, o a fare il compost con gli aghi di pino. Ordinato ed asettico, antisettico ed antibiotico: questo è il Giardino della GMMM.
Cedrus deodara
(Ma tutto sommato i miei li devo ringraziare: che' nella loro foga di ricreare un angolo di Himalaya evitarono perlomeno d'impiantare l'albero che negli anni '60 andava per la maggiore qui in zona, l'innominabile cosa là. Almeno quello, per fortuna, manca.)
(continua?)




