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giovedì 17 settembre 2009

Gender issues nell'orto

Specie aliena non invasiva


Agosto, buen retiro, orto.
Sei piantine di pomodoro sei, le prime dopo forse mezzo secolo in quest'angolo di terra. Un passo irrilevante per l'autosussistenza, un balzo gigantesco per il buen retiro. In qual direzione questo balzo, questo è oggetto di ampio dibattito.

Lei si affanna brandendo le forbici e compiendo gesti apotropaici intorno alle sei piantine sei.
Lui osserva la scena con espressione pensierosa, le braccia strettamente conserte.

Lui: Come hai detto che si chiama questa operazione?
Lei: Sfemminellatura.
Lui: Mm. Definisci sfemminellatura.
Lei (ovvia): Togliere le femminelle.
Lui: Una femminella, ovvero..?
Lei (più petulante di Hermione Granger, citando gli amicidellorto): Chiamasi femminella il rametto che cresce lateralmente al tronco, appena sopra l'attaccatura delle foglie. Normalmente si elimina per concentrare i frutti sul tronco principale.
Lui: Quindi insomma una femminella è un qualcosa che...
Lei: ... mina il vigore, tende a ridurre la produzione, è un elemento decorativo ma inutile a fini pratici e, non ultimo, fa pure perdere tempo. Ehi, che cos'è quel sorr...
Lui: ...
Lei: ...
Lui: ...
Lei: E fanculizzarsi, ogni tanto?
Lui: L'hai detto tu!
Lei: E tu l'hai pensato!

Segue rissa.

Che poi a rigore non si chiama nemmeno sfemminellatura, ma: scacchiatura. Appunto.


Chissà se gli ultimi pomodori ancora verdi sulle piantine gliela faranno?

martedì 11 agosto 2009

Piovono stelle



Domani sera verso le 22.00, ricordate: attenti a ciò che chiedete agli Dei, potreste persino essere accontentati..!
(Uno sciame di Perseidi sul buen retiro, ecco: per quest'anno solo questo, mi manca.)

Per tenere un basso profilo potrei chiedere di tornare a vedere i blog su wordpress e splinder -che non leggo più nemmeno in filigrana- ma forse è una richiesta eccessiva. Chiederò dunque di riuscire a scrivere almeno un post prima che termini l'agosto: qualcosa di leggerino ed impalpabile, ovvio, ché qui a cose pese ormai siamo al sold out. Solo post fotografici e fatui almeno sino all'ottobre inoltrato, ok. E che a settembre si riesca a salvare capra e cavoli, dài, ies-ui-can. Non fosse per quel fastidioso dettaglio di dover anche dormire ogni tanto, uff.)

A quanti desideri abbiamo diritto quest'anno noi quaggiù, cari Dei?
Non vorrei apparire scortese o impaziente, ma qui la wishlist è
l
u
n
g
h
e
t
t
a,
lunghetta, lun-ghet-ta, lun-ghet-ta!


[Vignetta: Mordillo, chi altri?]

lunedì 1 settembre 2008

La linea del banano

Forse l'inverno mite, forse il global warming, forse le piogge abbondanti della primavera.
Forse la linea della palma che inesorabile sale di cinquecento metri ogni anno.
O forse el buen retiro che mi si va insidiosamente trasformando nel patio trasero della Repubblica delle Banane?


Sia come sia: nell'anno di grazia 2008 ecco come si presenta un banano nato a meno di quaranta chilometri dalla Svizzera (muro di cinta circa due metri):





Avessi tempo, mi siederei sotto il boschetto di banani per dedicarmi a profondissime, siddhartiche meditazioni.

Meditazioni naturalistiche del tipo: ma se il banano è un'erba -e lo è- come saranno le formiche, in scala?

Spiritualismi stroncati sul nascere dalle battute di caccia delle feroci bestie insubri:





L'oggetto della caccia grossa è questo qui:




(E' un micio un po' stranino, claro que sí).



Musa basjoo




En 1983 en Nicaragua comíamos nacatamales. Aquel año la cosecha de papas se había ido al carajo y en el McDonald's de Managua servían hamburguesas con plátano frito (que se sepa: un horror).