mercoledì 16 aprile 2008

Ex post

Siccome "tutto si tiene" ed anche il mio giardinetto non si trova su Marte, oggi niente fiori (e no, neppure opere di bene).

Sul voto a Berlusca & Lega c'è poco da capire: in tempi incerti/precari ed economicamente depressi le sostanze euforizzanti vanno alla grande, ed i capri espiatori non sono da meno.

La solidarietà non ha molto appeal, ultimamente.
Resta invece da capire cosa farà ora tutta questa gente, quorum ego, che non conta di vincere al superenalotto dopodomani o di sposarsi con un miliardario in tempi rapidi o che ha qualche riservina sul modello di sviluppo vigente.
Della fine della sinistra parlamentare non m'importa granché: gli innamoramenti sono più appassionanti dei matrimoni ed i movimenti sono di gran lunga più divertenti delle istituzioni, ben venga dunque il ritorno alle piazze, perbacco!
...
Ooops, scordavo, non ci son più, le piazze.
E neppure uno straccio di statu nascenti.

La resistenza che c'è in giro è quasi tutta individuale.
Guardami, guardami mentre tutta compìta e volonterosa riciclo il mio bel biglietto del tram nella spazzatura differenziata [carta] e così facendo credo di salvare un albero, proprio mentre in Val di Susa ed altrove avanzano le Ruspe.
Mi sento tanto, ma proprio tanto naïf.

Oppure guardalo, questo simpatico piccolo Gruppo di Acquisto Solidale che adotta Rosaria l'ape solitaria mentre tutt'intorno le api muoiono (niente api = niente impollinazione, niente impollinazione = niente frutta e verdura, niente frutta e verdura... continuate pure voi).
Quanto inciderà?
Come qualcuno ha sostenuto, la vita e la modernità sono diventate "liquide". Eppazienza, cambiamenti e metamorfosi spaventano ma in fondo affascinano, son tutti da capire, sono vita. Quel che a me riesce davvero difficile da capire, piuttosto, è: ma come si fa a star dentro questa nostra "modernità liquida" reinventandosi una qualche dimensione collettiva?
Scriveva Renato, qualche giorno fa:
Non c’è nessuna utopia nella politica di questi anni, nessun territorio comune dove tutto è possibile… ciascuno si è come ritirato in un territorio dal quale tutto appare impossibile […] adesso mi sembra che l’agire politico non possa avvenire attraverso il linguaggio delle ideologie o nelle pratiche di protesta, di rivendicazione o scontro ma nelle strategie di “fuoriuscita” dal circuito delle merci.

Sono d'accordo.
Ma non basta mica, sai.
Occorrerebbe anche -ed invece, santo cielo, manca del tutto- un progetto comune da perseguire.
Perché noi possiamo adottare le api, riciclare tutti i biglietti del tram e pure tutti i tram: ma senza un progetto comune questi sono e rimarranno solo gesti "carini" che mettono a posto la coscienza, mere testimonianze individuali che non incidono di uno svirzigo sulla realtà circostante.
Realtà che -noto per inciso- sta serenissimamente affondando sulle anestetizzanti note dell'orchestrina del Titanic.
E che seccatura quel fastidioso dettaglio: sul Titanic perduto nel suo sogno di sviluppo ci stanno pure il mio giardinetto senza antiparassitari, il vostro orticello biodinamico e tutte quante le nostre coscienze consapevolissime e senza macchia.

(E se qualcuno ancora pensa che noi non si viva in tempi interessantissimi per favore venga qui e me lo spieghi: come cappero dovrebbero essere, per essere più interessanti di così?)

Domani ritorno ai fiorellini e mi azzittisco.
Almeno per un po', via ;)

27 commenti:

Erbaviola ha detto...

Non pensi che dalle piazze siano scomparsi prima i leader, i rivoluzionari se vuoi, accomodati in scarpini di capretto fatti su misura e impoltronati a tal punto da lasciar soli coloro che li avevano acclamati, creduti e seguiti? In piazze che ora, sono rotonde con precedenza a chi entra. E sono scomparsi i rivoluzionari, gli acclamatori e le piazze.
Penso ci sia necessità di ribelli, che disobbediscano, alzino la voce e facciano così tanto che la gente non potrà non scendere a vedere cosa stanno combinando, invadendo le rotonde, riportandole allo status di piazze, senza precedenze, con crocicchi di chiacchiere.
Eppurtroppo il ribelle nasce anche così, da un biglietto del tram riciclato, un giardino senza antiparassitari, la spesa in bottega invece che al supermercato. Decidiamo il 50% della nostra vita porgendo il soldo. Il ribelle cambia ottica: decide della sua vita dando il soldo a chi le api non le uccide, a chi non gli mette il caffé equoesolidale impilato di fianco al Nestlé.
Servono ribelli che facciano i ribelli al 100% e si riversino di nuovo sulle piazze. I movimenti collettivi ci sono solo sui libri di storia: siamo individui e a volte capita che ci si infervori per la stessa idea. Ma individui. Spiriti critici. Che cominciano anche con il biglietto del tram riciclato :)

Sai cosa mi fa temere di più invece? Parlo con queste giovani mamme, trentenni con prole al seguito, ipercurata e iperprotetta da qualsiasi batterio a colpi di armi chimiche con nomi da governante tedesca. Non sanno niente delle api o non gliene frega niente. Infarciscono i figli di merendine piene di coloranti, carne piena di ormoni, pesce ermafrodita e mutante e non ne vogliono sapere di buttare il vetro con il vetro, la carta con la carta. Poi guardo me. Tutto sommato tra 40 anni potrei non esserci più. Il mio compagno anche. I miei animali se ne andranno per natura prima di noi. Eppure mi ostino a buttare la carta con la carta e il vetro con il vetro. E impazzisco per le api che muoiono.

Secondo te, sociobotanica, tutto questo ha un senso? Ci chiediamo perché le piazze sono vuote, vuote delle stesse persone che con un figlio per mano non si preoccupano del futuro di questo pianeta.

marzia ha detto...

non bisogna sempre dire NO, NO, NO!
o fermiamo lo sviluppo, anche quello positivo, o cerchiamo dei compromessi. brutto dirlo, ma è così.
io, nel mio piccolo, riciclo, cerco di fare la spesa a km zero, cose così.
cerchiamo di usare le cose buone del XXI secolo per far sì che si trovino soluzioni ai problemi attuali. ad esempio: perchè NO agli inceneritori ed invece in germania sono nel centro delle città? là sono scemi? perchè NO alle centrali eoliche e, sempre nel nord europa, queste pale girano veloci nel mezzo della campagna?

il mare è fatto di piccole gocce d'acqua, continuiamo con i piccoli gesti individuali, che non farli è peggio. poi cerchiamo di essere costruttivi ed applicarci per migliorare le cose senza pretendere di fermare il mondo. o no? :-)

Minimegamondo ha detto...

Premetto: lo sai che quando dico che sono matto NON scherzo, vero???
Solidarietà? E chi l'ha mai vista? La solidarietà qui è a senso unico! In un momento cosmico favorevole cerco di dare una mano a chi sta peggio del sottoscritto. Faccio poco, ma faccio quello che posso. Aspettarsi la solidarietà dall'alto??? E da chi? Dallo Stato, magari?? Secondo te quelli che stanno LASSÙ vengono a fare la solidarietà a me e a te? Aspetta e spera!
Hai detto bene: la resistenza, allo stato attuale, È INDIVIDUALE.
La dimensione collettiva?
Già trovarla è un'impresa. La famiglia, la scuola dovrebbero dare delle linee guida di ETICA, ma l'etica si scontra con la PRATICA di un sistema che va al contrario.
Secondo me fare IL RIBELLE non porta a nulla. Disobbedire? A cosa? A chi? Risultati? I girotondi, le piazze etc non sono i luoghi dove CREARE, ma dove AGGREGARE tutti quelli che per quel giorno non vogliono far nulla. Per di più senza la copertura mediatica praticamente NON si esiste.
Secondo me i luoghi da dove ripartire sono le case, gli orti, le scuole, i gruppi famigliari.
Se il piccolo gruppo di acquisto solidale diventa un piccolo gruppo di SOLIDARIETÀ (vera e disinteressata, dove nessuno chiede o pretende o se ne approfitta), di scambio dei prodotti, di condivisione di valori, di aiuto reciproco e se il piccolo gruppo si espande o entra in contatto con altri piccoli gruppi e si crea una rete di piccoli gruppi, allora si creano le basi del cambiamento. Un cambiamento che parte dal basso, un cambiamento che avrà successo a differenza di quelli artificiosi creati dall'alto e che si sgretolano col mutare di chi comanda.
I piccoli gesti quotidiani, i piccoli giardini, i piccoli orti sono i luoghi dove si insegnano i valori che IO (e non pretendo gli altri) ritengo importanti: lavoro, condivisione, aiuto reciproco. Se io non insegno ai miei figli queste cose CHI lo farà? Se io non dò l'ESEMPIO ai miei figli, chi glielo darà? FAUSTO, che abita in un attico e veste MISSONI? MASSIMO, che ha una barca che non finisce più? Ma fatemi il favore!!!
La classe politica è una classe di ipocriti che cerca di trarre il massimo PROFITTO dal POTERE.
E scusa per lo sfogo!
Il matto

davide ha detto...

Bellissimo post, che fa pensare.

Io sono d'accordo con il matto (che sarà comunque matto, ma anche intelligente e critico): ripartiamo dall'orto, dalla famiglia, dal piccolo insomma, dal nostro piccolo orto.

Siamo nell'epoca dell'individualità, come teorizzato da Bauman: lo sciame che va ai grandi magazzini consuma individualmente, anche se è con gli amici.

La resistenza è individuale, e anche la pazzia (in America uno va al lavoro/scuola con una pistola/fucile ammazza i suoi amici/colleghi e si suicida; in Italia ci si ammazza in contesti più familiari).

Concludo (senza concludere): a volte le domande sono più importanti delle risposte.

Renato ha detto...

Ho da poco letto Zygmunt Bauman e penso lo riprenderò. Che fare... costruire una cultura condivisa e dare vita a luoghi comuni/canti, lontani dalle forme politiche e impermeabili alla de/codificazione del potere. Mica poco!!

upuaut ha detto...

Sulle api i numeri vanno peggiorando, sembra.

luca ha detto...

perdonatemi... ma credo sia la normale alternanza.. una volta vince la sinistra e governa 2anni una volta vince il commenda ma non ne governa 2... di + purtroppo!!! questo voto è significativo come ormai da troppo tempo si va ribadendo la solita cantilena.. la sinistra non ha più credibilità! e purtroppo l'Italia è abitata dagli italiani.

Paolo ha detto...

Ciao bellissimo post, Rosaria cresce ecco qua una testimonianza
Ciao

equipaje ha detto...

Ehi ehi ehi. E' il day after elettorale o è lo sfondo lillà a provocare questo stream of consciousness collettivo? :)

Grazie Uppe per l'aggiornamento api (sempre buone notizie, eh?) e grazie Renato per ribadire il tuo "que hacer" -è quell'"impermeabile" che non mi persuade. (Appropo': pure l'intenzione di leggere Bauman mi persuade poco: ha fornito un'eccellente descrizione del mutamento sociale e lo si legge con piacere, ma oramai riscrive da anni sempre lo stesso libro, è una sorta di Camilleri de' sociologi)(Uppe non me magna').

Poi: ovvio che i "piccoli gesti individuali" (il riciclo, la spesa a 0 km etc) e la coerenza personale e il ripartire dal quotidiano e dal personale qui ed ora (l'orto, la casa, la scuola etc) non sono in discussione: sono le conditiones sine qua non. Condizioni necessarie, ma, mi domandavo: per cambiare le cose sono anche sufficienti?
E'giusto giusto lì che io entro in /perplesso mode on.

Decidere se, quando e a chi "porgere il soldo" -come dice quella venale di Erbaviola ;)- è un fatto concreto, che incide e influenza il mercato etc etc. Per meglio dire: che inciderebbe, se al momento non fossimo poco più che goccette disperse, monadi [*].

Perché le gocce faranno anche il mare ma, fatti due conti, qui ed ora, Italia 2008, facciamo solo pozzangherine che rischian l'esistenza ad ogni salire di marea.

E poi sarei pure tentata di mettermi qui a rispondere nel dettaglio a tutta la smitragliata di questioni che pone Erbaviola, ma mi servirebbe un giorno intero di ferie, mi :)

[*] (Minimega, guai a te se ;)

Romeo ha detto...

Che dire, bellissimo articolo e bellissimi commenti, Siete troppo avanti culturalmente per me; dissento su chi ha vinto le elezioni.
Penso che nessuno di voi possa permettersi, al pari di me, di perderle in un momento del genere perchè significherebbe che dovrei guardare i miei figli e subito dopo darmi una fucilata per evitare di dovergli spiegare come mai non ho fatto nulla.

Penso che ognuno di noi debba fare la sua parte e soprattutto con coerenza e soprattutto entusiasmo e allegria coinvolgere gli altri ed aumentare la tribù di quelle persone che hanno capito che si vota ogni volta che andiamo a fare la spesa. Daresti un voto alla Nestlè o a qualche altra multinazionale? Allora interrogati di che consumatore vuoi essere e, magari, getta la tua voglia di fare in un'avventura che possa far nascere una nuova Società.

La finisco quì, Utopisticamente vostro
Romeo, un inGASato

Saluti radiosi

Minimegamondo ha detto...

Ciao!
Ma non dovevi cambiarlo un post fa 'sto violetto tra il milka e la quaresima?? :-)
Ah, dimenticavo ... oltre che matto sono anche pessimista!
Q:(sintesi)Per cambiare le cose sono sufficienti?
A:NO! ASSOLUTAMENTE INSUFFICIENTI!
I gruppi di consumo solidale fanno la felicità di qualche contadino che continuerà a sfruttare tutte le leve fiscali in suo possesso (riduzione aliquota IVA, sgravio per questo, sgravio per quello) per comprarsi un mercedes (vita vissuta) nuovo di balla scaricandone l'IVA e instestandolo, magari, alla Ditta (in fin dei conti i contadini "veri" non esistono più; esistono solo IMPRENDITORI agricoli).
Dei miei n!€ di spesa settimanale il mercato SE NE STRAFOTTE. Per di più in certe realtà è impossibile fare la spesa a km0 perchè i grandi magazzini hanno spazzato via da quel dì i pizzicagnoli all'angolo ...
Anche se fossero 1000 le persone che agiscono conseguentemente e coerentemente, il mercato se ne farebbe un baffo e cercherebbe altrove altri polli da spremere (creare bisogni, non prodotti, è la quinta essenza del marketing)!
Ma io non ho mai detto di rivolgermi al mercato ... nè tantomeno ho mai detto che lo voglio influenzare. Semplicemente studio per USCIRE dal mercato! Cosa succederà allo stesso non mi tange. IO, singolo, preso nella mia pur singola collettività vado per la mia strada ed il mercato vada per la sua!
E poi, chissà, nel lungo periodo (tendente all'eternità) se si parte dal basso, si pazienta e si persevera (diabolicum) si può arrivare a qualcosa ...
Valà, tanto pessimista poi non sono!
Buon fine settimana
Il matto

equipaje ha detto...

Ayuda socorro, ho uno sciame di inGASati sul blog :)

Paolo davvero notevoli le foto hard di Rosaria senza veli :) Troppo buono per tutto il resto.

Luca (salve, micologo!), "normale alternanza", tu dici? Con uno sparigliamento di queste dimensioni? Mmm, mm, m.

Romeo ovviamente i cadreghini in Parlamento non cambiano le nostre scelte etiche nella vita quotidiana, ci mancherebbe pure! Ma occorre mantenersi lucidi nel vedere la realtà (Luca, tu lascia stare quei funghetti per favore, grazie)

Minimega, USCIRE DAL MERCATO? Vedo che qui il peyote sta cominciando a produrre danni irreversibili, eh ;)
Per tutte le altre contraddizioni che segnali(contadini con le mercedes, fessacchiotteria dei GAS etc etc), prego rivolgersi ai Paolo e Romeo di cui su, seguirò con piacere la rissa da qui (ho una visione di un nugolo di incazzose Rosarie che sta decollando per Amburgo ;)

Romeo ha detto...

Come vedi la S di Solidale ci porta ad arrivare a frotte e deporre parecchie uova :-)

Se poi nascerà qualcosa si vedrà :-)

Comunque ragazzi andiamo pure, dritti fino alla meta; accetto anche i pessimisti a patto che non siano amorfi e quì mi sembra di vedere una gran vita!!!!

Non so voi ma il mio mondo è già diverso, mangiare qualcosa pensando alla faccia di chi lo ha prodotto e me lo ha portato da un sapore diverso sia all'atto di pagare che all'atto di mangiare e fa avere allucinazioni visuali che fanno ripensare ai campi coltivati e visitati ed a bambini che vi corrono felici ... insomma un pò la pubblicità del Mulino bianco ma ... vissuta per davvero :-)

Saluti radiosi

Erbaviola ha detto...

@minimegamondo: veramente...io sostenevo

ribelle=dimensione individuale. proprio quello che riparte dall'orto

rivoluzionario= quello delle piazze e dell'aggregazione

Erbaviola ha detto...

...ma forse la mia domanda non era così interessante come sbeffeggiare quelli dei gas (alias: sparare banalmente sulla croce rossa... un po' patetico...)

Nicola ha detto...

Bhè... per lo meno adesso sai con che goduria si potrà dire "piove! Governo Ladro!!"... no, sai, oggi m'è toccato fare i trapianti sotto l'acqua... le piantine erano contente ma io avrò i reumi per i prossimi 40 anni...
Mossa rivoluzionaria: sto facendo schiudere le mie prime uova atuoprodotte!! Per me e degli amici urbani...

equipaje ha detto...

Nicola armi-di-distrazione-di massa? Finalmente resuscitato? :)

(Ma sono uova autoprodotte in modo ribelle o rivoluzionario?)


Erbaviola, tento -e dico tento- una risposta quasi seria (del tutto seria m'è impossibile), negli ovvii limiti di un commento su blog :)

La distinzione di Bhagwan ribelle/rivoluzionario ha avuto senso preciso negli anni '70, ma lì la lascerei. Direi che oggi il problema della presa del Palazzo è del tutto accademico e dunque, per semplicità, i due termini li userei come sinonimi.

Sulla scomparsa di "rivoluzionari, acclamatori e piazze", credo che a leader cialtroni/voltagabbana corrisponda quasi sempre un eccesso di delega o una delega acritica. A proposito di responsabilità indivuale. Non riesco proprio a starci al piagnisteo demagogico del "sono tutti ladri, nel migliore dei casi sono corrotti dal potere" etc. etc.

Sui movimenti collettivi che esisterebbero "solo sui libri di storia", eh, uh, provo con l'abusata metafora: un'orchestra produce forse solo la somma di piano+viola+triangolo etc oppure produce armonia? (e qui per favore che qualcuno mi fermi o finisco diritta in un tunnel con uscita: Menenio Agrippa).

Sulle piazze che sono, come tu benissimo dici, "vuote delle stesse persone che con un figlio per mano non si preoccupano del futuro di questo pianeta": come caspiterola fanno queste giovani mamme trentenni a non pensare al futuro del loro marmocchio? Le giovini mamme, ma mettiamoci pure anche i giovini babbi, son lì che s'arrabattano tra lavoro (spesso precarissimo), casa (spesso col mutuo) e bimbetto, con lo sguardo sempre più preoccupantemente fisso sulla rata che scade o, ancora meglio, su quel "batterio da debellare a colpi di armi chimiche con nomi da governante tedesca", che -i miei complimenti- mi pare proprio l'esempio perfetto dell'insicurezza esistenziale dominante.
Lo sguardo -non solo quello delle giovani mamme, tutt'altro: chi sta in un ambiente di lavoro lo sa bene, chi vede i ventenni di oggi nelle Università lo vede, agghiacciando- lo sguardo condiviso è diventato miopissimo, tutto concentrato sulla singola giornata da finire, sul singolo esame da passare, del tutto incapace di speculare su una visione o un'idea di futuro che vada oltre la scadenza del mutuo. Pensare all'ape implica avere, o trovare, la fantasia per immaginarsi un futuro che non sia già perfettamente (catastroficamente) dato.

Alla faccia del breve commento da blog.

Ah, ed infine, che ci tengo assai: nessun GAS è stato maltrattato nella stesura di questo post e/o dei suoi commenti. Saranno pure un po' naïf, ma di sicuro non più di me e oso sperare che si pongano domande. E poi, diciamolo qui chiaro e forte, l'ape Rosaria intenta a copulare contro tutti e tutto è una vera delizia, da vedere. Andate e imitate :)

(scompaio)

cat ha detto...

anche secondo il mio piccolissimo parere, a rimanere concentrati, con lo sguardo fisso sul proprio orto, per quanto bene si- e ci possa fare, rischia di farci perdere qualcosa: godere anche della vista dell'orto dei vicini, e di quelli un po' più in là, capire che siamo parecchi e condividere le fatiche e le aspettative. Fai bene equi a ricordarci di guardare oltre la siepe. Non so se continuare a comportarsi eticamente nei gesti quotidiani, avendo la consapevolezza di non essere soli e malgrado le delusioni, possa essere riconosciuto come progetto comune, ma credo sia una buona partenza (ma non ci dobbiamo sedere!) saluti

Lo sfondo viola pasticceria esige urgentemente qualcosa di dolce (ecco ci sono cascato di nuovo, affogare le delusioni nei dolci ;O) ) saluti cat

Paolo Tasini ha detto...

... sul Titanic, si: però imbottiti di semi, qualche foglietto di poesia, poche istruzioni e molti meravigliosi ricordi.
... anche un naufragio sarà un omaggio alla vita.

Ciao Equi

Nicola ha detto...

Si... quel nicola lì... ci son stati dei problemi da risolvere... ma ho nuovamente rimontato il "cloudspotting training camp"!
Saluti

Meristemi ha detto...

Io sono un tipo lento e ci metto giorni a metabolizzare. Mai come questa volta pero' sono convinto che sia finalmente il caso di rendere certi valori e certe visioni del mondo un po' più fashionable, un po' piu' cool (parole usate apposta), un po' piu' digeribili al di fuori del circuito dei duri-e-puri. Basta con la correlazione impegnato= sfigato, socialmente attivo=perdente, rispettoso dell'ambiente=castrante. Bisogna iniziare ad essere visti come dei vincenti, a costo di rinunciare ad una certa superiorità un po' snob ed un pè sprezzante che tanto appaga il nostro bisogno di riconoscimento e poco produce in termini di appeal sulla maggioranza.

Per ribaltare questa percezione occorre farsi capire da chi ragiona solo con la pancia, metabolizzarne il modo di ragionare, farlo nostro, diventare come loro ed assimilarli per veicolare un messaggio. Che è poi quello che da 15 anni fanno lo psiconano & co.

Io direi basta all'antagonismo, alla rivoluzione ed al ribellismo, si alla viralità ed al mescolarsi con chi guarda Amici.

equipaje ha detto...

Cat :) piccolissimo parere un corno :)

Paolo T. (benvenuto)
non mi sento ancora pronta al naufragio romantico nemmeno con la colonna sonora di Ben Hur e Ludwig proiettato sullo sfondo ;) Personalmente ho intenzione di vendere cara la pelle (e l'unica cosa chiara è: da sola, non ce la posso fare).

[scusate, intermezzo.
Meristemi. Di lui nessuno sa nulla. A volte appare a Quito, a volte a Londra. Forse vive da secoli nelle segrete della Rocca di S. Leo. Indossa un ampio mantello nero e la maschera di Guy Fawkes. Ha una nonna emiliana. Non fa sconti all'intelligenza di nessuno. Se la Corte mi chiedesse di indicare la negazione, il contraltare assoluto, il "diametralmente opposto" di Amici, potrei solo esalare: Vostro Onore, si legga il "Manifesto" di Meristemi. Non mettetevi a giocare con i suoi alambicchi, per nessun motivo. Se torna e vi trova a tramestare vi trasforma in una cutrettola nel giorno di apertura della caccia.]

Meristemi!
Ehila' :)
Sarebbe insomma solo un problema di comunicazione? A parte che occorre poi vedere chi contagia chi :) personalmente non ne sono affatto persuasa. E l'idea di contagio non seguita a contenere "quella certa superiorità un po' snob"? ;)


Non sono persuasa di quasi nulla, a dire il vero. Ma la rimessa in moto collettiva di rotelle con ogni evidenza s'impone, su blog ed ovunque.

Grazie di esserci.

Buona settimana :)

meristemi ha detto...

Piu' che di rivoluzionari, c'e' bisogno di trendsetter e responsabili marketing. E' chiaro che siamo superiori :-) solo che gli altri hanno capito melgio e prima come si gioca.

A la guerre comme à la guerre.

Minimegamondo ha detto...

Temo che erbaviola ce l'avesse con me (per i GAS) ...
Non era mia intenzione ferire i sentimenti di nessuno nè, tantomeno, criticare per il gusto di farlo. Sono convinto che il mondo sia vario e che non tutto sia "contaminato". Quindi mi scuso se ho urtato la suscettibilità di taluni/e.
@erbaviola: ricevuto. Leggendo qui: "Servono ribelli che facciano i ribelli al 100% e si riversino di nuovo sulle piazze" avevo capito male.
@equi: A peyote stiamo messi male quassù, troppo freddo ...
Uscire dal mercato? ... SÌ! Uscire DA QUESTO MERCATO, o per lo meno ridurre la mia presenza su questo mercato. Non per influenzarlo (che tanto non ci riesco) ma per riprendermi quello che mi è stato tolto: il legame con la terra, la genuinità del prodotto, la qualità del prodotto, la scelta del prodotto. Non so esattamente quanto ci metterò. 5 anni? 10? Non ci riuscirò mai? Ci provo.
Dipenderò sempre, o quasi, da questo mercato per determinati beni ... ma questo non mi impedisce di lavorare sul resto.
Concettualmente non sono lontano dai GAS (per questo non mi preoccupo dello sciame di api incazzose ...), è solo il modus operandi che cambia.
Il matto

Erbaviola ha detto...

Equipaje: polemizzo e ironizzo meglio davanti a una tazza di té :) Osho l'ho citato perché comprensibile a chiunque e a volte nella sua semplicistica banalità riesce a far passare messaggi che altri formulano meglio, dibattono meglio, argomentano meglio ma esprimono in modo che ai più resta oscuro. La collocazione diacronica o sincronica di Osho in questo discorso è davvero irrilevante, penso. Avrei potuto fare un discorso simile citando ancora più anacronisticamente il Der Waldgang di Jünger, che come resistenza al nichilismo etico e politico di questo tempo trovo personalmente più attuale di quel cincischiare in discorsetti accademici per punteggio pro concorso di Vattimo & compagnia. Ma chi mi capiva poi? Forse fino a qui riesci a seguirmi tu ;)

Comunque, solo per avvalorare il tuo appunto e farti guadagnare la stellina, il messaggio è passato discretamente, non fosse per quei tre che mi hanno scritto in privato convinti di aver trovato un'altra adepta di Osho. Chiedono Piero Dharma, Angelo Puna e Silvia Shiva, qual'è il mio nome? Erbaviola Kaputt!

Ti tedierò ancora un attimo con la fola dei genitori impegnatissimi nella vita difficilissima che citi. Ti tedio con qualche nota autobiografica: NON ho un lavoro da dipendente a tempo indeterminato; il primo del mese non so mai se e quanto guadagnerò o non guadagnerò alla fine, idem per il mio compagno. Sono ingobbita da un mutuo, rate, bollette e il miglior bouquet da coppia di trentenni anni 2000. Ho fatto tanti lavori, nessuno sicuro, ricerca compresa. Spesso faccio le 2-3 del mattino lavorando. Spesso.
La differenza tra me e i genitori superimpegnati e superpienidirate non è la quantità delle rate, dei mutui e degli impegni, che ci sono per tutti. O meglio, come scrisse uno che ricorderai, non è l'avere o non avere libertà, ma riconoscere la libertà di scegliere il proprio atteggiamento mentale.
Ma questi sono discorsi da té con biscottini, lasciamo in pace i blog ;)

Erbaviola ha detto...

@minimegamondo: non ti preoccupare, non mi sono mica offesa :) E poi io non sostengo i gas, sono lontani mille miglia dalla mia idea di economia sostenibile. e da quella di ribellione. Solo che ultimamente mi sembrano diventati un bersaglio facile... impressione personale, eh ;)

equipaje ha detto...

Erbaviola Kaputt:

> Forse fino a qui riesci a
> seguirmi tu ;)

Ma solo molto molto forse, eh :)

Come primo saggio di mescolamento agli amici di Amici, questo in effetti mi pare un po' grossolano :-P

Vada per il te', ma che sia con le scorzette di arancia al cioccolato, quel te'! (yumm, ecco qui individuata una formidabile arma di convincimento delle masse :)