giovedì 9 ottobre 2008

Sensibili alle foglie


"Una donna, per molti anni vittima delle violenze istituzionali del manicomio, nel periodo in cui stavamo cercando di far nascere la nostra cooperativa, scrisse a qualcuno di noi una lettera. Diceva che nonostante gli psicofarmaci, i letti di contenzione, il coma insulinico, gli elettrochoc che le erano stati inflitti, nonostante tutto ciò che le era stato fatto per attentare alla sua sensibilità, lei questa sensibilità alla sofferenza, al dolore suo e delle persone con lei rinchiuse, l'aveva mantenuta. Anche la sensibilità alle foglie e a tutto ciò che vive, aveva gelosamente custodito e questa le sembrava la cosa più importante.

Ecco, mantenersi, nonostante tutto, sensibili alle foglie, ci sembra ancora oggi come allora una splendida metafora che ciascuno, guardando alla sua vita quotidiana, può arricchire di sfumature personali. Perché, se per qualche triste ragione, questa sensibilità viene meno, non resta altro che l'illusione aliena delle cose morte."



Dedicato alla composita congrega di gente a vario titolo "sensibile alle foglie" raggruppata nel blogroll là a destra: dalla zappatura alla fitoterapia, dalla progettazione di giardini alla cucina "verde", dalla foto di gruppo con zucchino alla chiacchiera libera e disinibita con il Philodendron di casa.

(Foto: da qui.
Brano ovviamente da qui -neretto mio-, e grazie ai selvatici per avermelo involontariamente ricordato).

16 commenti:

cat ha detto...

e alle cortecce, ai rami, alle radici, ai fiori...grazie equipaje

Renato ha detto...

Il "sensibili alle foglie" che è anche il nome della casa editrice, deriva da una frase-testimonianza di una donna che aveva una grande sofferenza psichica, la frase stava come seconda di copertina ad una pubblicazione dei primi anni 80 firmata da Curcio e altri sodali. La mia memoria, che a volte dimostra maggiore intelligenza di me, non ricorda il titolo e neanche se io possegga o meno, ancora, quel titolo.
la frase tutta pure mi sfugge, ma la parte finale quella la ricordo bene ... in quanto è il mio personale "grido di battaglia".
- Io sono sensibile alle foglie, al povero e al patire -

equipaje ha detto...

Due considerazioni così:
- che la troppa sensibilità uccide può essere vero, occorre imparare a gestirla, non a rimuoverla
- quando torna in mente il contesto in cui questa frase è diventata nota (quello che tu Renato hai ricordato), io non riesco a fare a meno di dirmi: e ci voleva tanto macello, per far riaffiorare l'umanità sopra l'ideologia?

Sin perder la ternura, jamas.

paolob44 ha detto...

Effettivamente una simile sensibilità aiuta, esperienza personale dopo 40 anni di spondilite.

Qualche mese fa' sono stato a trovare un amico, "collega" di malattia ed ho visto il suo giardinetto, un insieme di bonsai e siepi curatissime, un piccolo paradiso.

Paolo

Artemisia Comina ha detto...

capito un po' per caso, la visita è rapida, ma qualche suggestione mi prende, tanto da lasciare una traccia (come una chiocciola?).

Harlock ha detto...

Chi non conosce la natura non sa nulla e non può ragionare

(G. Leopardi)

equipaje ha detto...

Paolo, Harlock: metafora che ciascuno può arricchire di sfumature personali, appunto...

Donna Artemisia, è un piacere e un onore averla qui (ma, resti tra noi, meglio lasciar stare le chiocciole: questi orticoltori qui son tutte anime sensibili e gentili ma su limacce e chiocciole si trasformano in belve assassine in un santiamen) ;)

isoladeilotofagi ha detto...

Grazie della dedica, mi e' sempre piaciuta molto l'origine di "Sensibili alle foglie". ^_^

uppe

Artemisia Comina ha detto...

fatto sta che anch'io sono anni '70 e ho un giardino nella casa avita al quale ogni tanto voglio prestar soccorso; questo un po' mi commuove.

sulle ciocciole, bruchi, cerambicidi, cavallette - sì anche quelle - ho sentimenti di ammirazione e compassione. proprio una pelata di quest'estate, in quel giardino, mi ha portato a pensare parecchio. per ora la finisco qui.

a presto, artemisia.

Andrea ha detto...

Grazie per averci dedicato queste parole e quest'anima.
Un abbraccio!

equipaje ha detto...

Commenti ad elevata biodiversità, como la vida misma :)

Abbracci e a presto anche da qui.
E Uppe, che consti: qui ci si fida talmente di lei da non chiederle neppur nulla di quel povero pothos ;)

davide ha detto...

Bellissimo post.
È altrettanto bei commenti.
davide

equipaje ha detto...

(son solo la scrivana, io :)

a.o. ha detto...

sì, ma quella scrivania... e non una qualsiasi scrivania.
(avrebbe detto Solomon Gursky)

equipaje ha detto...

Richler non pervenuto (ma si provvederà :)

Ross ha detto...

Vorrei poter lasciare anche io una traccia intelligente: intanto ringrazio perché, tutte le volte che entro qui e leggo, esco più ricca. Grazie.