mercoledì 9 aprile 2008

On Wings of Song

Tra altra bella gente che passa da questo blogghetto c'è un'informatica bolzanina piuttosto nota in rete, che ha un blog molto molto bello ed un giardino pieno di pennuti.

Speriamo che passi anche oggi e riesca a dare un nome alla bestiola qui sotto -che' qui se non riusciamo a dare i nomi alle cose poi stiamo male :)


Dopo gli scavi in giardino, oltre ai soliti merli e alle solite gazze sono comparsi vari uccelli a banchettare con le larvette sfollate. Questo in foto è appunto uno dei nuovi.

La foto è quella che è: presa dalla finestra -chiusa- della cucina, con uno zoom fatto al volo. Sembrerebbe una ballerina, ma la livrea coincide solo in parte.

Cualquier información bien la voy a pagar ;)


(Oggi qui in Milanesia ripiove, e fa pure freddino).

martedì 8 aprile 2008

Medicinal, Aromatic and Wild Edible Plants



Filidipaglia, blog animato da volonteroso spirito di servizio, segnala che ai millemila gruppi di Flickr da qualche giorno se n'è aggiunto uno dedicato alle Medicinal, Aromatic and Wild Edible Plants.

Esiste anche la possibilità di postare foto per chiedere riconoscimenti.

Nella foto di egle k. (amministratrice del gruppo), il soffitto della chiesa di St. Michael a Bamberg, Germania, decorato con i dipinti -accurati dal punto di vista botanico- di oltre 500 piante medicinali.

Hope you enjoy :)

lunedì 7 aprile 2008

... e ancora



(poi forse la pianto)

(seguito del post di venerdì)

Reperto n. 3.

Spilletta di ca. 2 cm. di diametro, con disegno raffigurante forse un fascio formato da tre spighe (?) o forse un fascio e basta con scritta "Fortes in fide"; nella corona circolare si apprezza la scritta Gioventù Femminile Cattolica Italiana (G.F.C.I). Sul verso si intravede a malapena la dicitura "Segretar. G.F.C.I. piazza S. Ambrogio Milano". Senza data.

Che razza di bigottume è mai passato su queste terre?

Per confondere un po' le acque ai miei futuri ed ipotetici pronipoti quasi quasi vado a seppellire un paio di spillette sovietiche col pioniere che vigila eroicamente sul raccolto di grano nel kolchoz (fazzoletto rosso al collo, sole dell'avvenire alle spalle, musica in dissolvenza). Un vero peccato non poter essere qui tra 150 anni a leggere le loro fantasiose ricostruzioni storiche.


Terminati oggi gli scavi, mi restano ancora almeno un paio di giorni di lavoro per sistemare lo spazio e mettere a dimora un po' di cosette.

(sono un tantino a pezzi, eh :)

(giardinaggio come attività per vecchie signore, uhm? meno male ch'è lunedì e si torna al lavoro)

E finalmente piove. La pioggia cade su la solitaria verdura con un crepitio che dura. Piove sui pini scagliosi ed irti, piove su i mirti divini, su le ginestre fulgenti di fiori accolti, su i ginepri folti di coccole aulenti, oh piove.

(porca paletta, piove! e domattina devo andarci in bici, al lavoro)

venerdì 4 aprile 2008

Memorie dal sottosuolo

Un pomeriggio di primavera un vangatore.

Per meglio dire, una vangatrice.
Ed un angolo di giardino che nessuno ha mai avuto l'ardire di vangare negli ultimi quarant'anni.


Chiodi e ganci della prima età del ferro, bottoni, mattoni. Artistici tubi da 4 cm., pezzi di vetro bianco e verde, ceramica ascrivibile ad antichi bidet, tappi a corona -memoria di pause birresche di maestranze non ancora islamiche. Mattoni. Una probabile raffigurazione di capricorno camuno (reperto n. 1). Commoventi medagliette di latta. Mattoni. Imperituro sacchetto di plastica del detersivo Scala, blocchi di cemento. Capitello insubre d'incerta datazione (reperto n. 2).

Reperti nn. 1 e 2


E poi -l'ho già detto?- mattoni.

Inizio a trovare un perché a quell'inspiegabile e cocciuta resistenza opposta dal rosmarino, nonostante le coccole ed il pieno sole.

Rari lombrichi civilizzati, ormai adusi all'uso del bidet. Una larva di coleottero, educata, laggiù in lontananza nella bruma fa ciao con la manina (zampina).



Ma, tutto ad un tratto ecco frammenti di arte musiva del Secondo Dopoguerra -le piastrelline di graniglia. E tout d'un coup le souvenir m’est apparu: le piastrelline della cucina della zia Gabriella! Quelle stesse piastrelline che, la domenica mattina, quando andavo a darle il buongiorno nella sua camera, la zia Gabriella mi offriva, dopo averle immerse nel suo infuso di casseoula...

(mm, no, forse no, non era precisamente così, forse le souvenir, pietoso, trasmuta e m'inganna).

E appena ebbi riconosciuto il sapore del pezzetto di piastrella che mi dava la zia, subito la vecchia casa verde si adattò, come uno scenario di teatro, e con la casa rividi le vetrate colorate, il vecchio lavatoio di pietra, i portici delle meraviglie ove andavano le gatte a figliare, l'albicocco, i sentierini dove ci si inoltrava se il tempo era bello. E solo lentamente, molto lentamente, riuscii a tornare alle odierne finestre di acciaio, ai garages sorti al posto del lavatoio e dei portici, al cordolo che corre nel cortile come un confine nordafricano.

Provvisorissime conclusioni:

i) vangare è attività fisica che sprofonda nelle madeleines e nelle riflessioni cupe;

ii) gli attuali otta-novantenni avranno anche pur fatto la Repubblica -il mio Signor Padre quasinovantenne a dire il vero manco quella, nel 1946 votò per il Re- ma poi, invasati dal boom economico e dallo "sviluppo", splendidamente se ne stracatafottettero vuoi dell'estetica, vuoi delle ricadute ambientali;

iii) se ci vuole del coraggio per tornare a vivere nei luoghi dove si è nate, figuratevi quanto ce ne vuole per mettersi a scavare senza poi produrre un'opera letteraria in sette tomi.

Domani si termina, la prossima settimana si rimuove: discarica, j'arrive (ma lavati pure, ci mancherebbe).

Ma: come vengono riciclati i mattoni e le scorie edilizie?
Non è che per caso poi vengono qui a reinterrarmeli nottetempo, umh?

lunedì 24 marzo 2008

Un po' di blu violetto

... era tempo :)

Muscari armeniacum

Rusticissimi: li si interra e ce li si dimentica sino a marzo.
Rispetto allo scorso anno mi sembrano decisamente aumentati di numero (non li ho contati ;)


Muscari armeniacum

E ad ingrandire la fotina qui sopra ci si ritrova lillipuziani in una giungletta color relax spirituale :)


Muscari armeniacum


Il Muscari comosum è facilmente distinguibile dagli altri muscari per il pennacchietto sommitale (comosum ==> chiomato).

In Spagna il Muscari comosum è chiamato Hierba de los amores -e fate pure ipotesi non solo romantiche sul perché :)














Il bulbo del Muscari comosum ha un peculiare sapore amaro.

In Puglia è noto come lampascione ed è considerato una prelibatezza (ecco un paio di ricette di fiordizucca, pugliese d.o.c.).

I lampascioni crescono in tutta Italia, ma l'Italia li importa dal Marocco... forse che non SPQI? :)

Buona resurrezione di Primavera a tutt@!

(Foto da qui, disegno da qui).

giovedì 20 marzo 2008

Non è un pranzo di gala


mese di Marzo 2008
Chiavi di ricerca elencate 62


guerrilla odorosa
1
1,27%


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martedì 18 marzo 2008

Un autografo



Benvenuto "Nuto" Revelli (Cuneo, 21 luglio 1919 – Cuneo, 5 febbraio 2004) 

Che cosa non si trova, nei libri :)

giovedì 13 marzo 2008

La Balsamita glocale

Rubo mezza giornata al lavoro e vado a ficcanasare in un garden del Varesotto mai visitato prima.
Tra le aromatiche avvisto una piantina (a me) sconosciuta con fogliazze disordinate non particolarmente graziose a vedersi, indicata come "Erba di San Pietro".

Questa qui:

Balsamita major


Foglia leggermente gommosa al tatto, se sfregata emana un vago odore di menta.

Lunghezza della foglia senza picciolo: 7 cm.

Con dentellatura:


Nessuno dei miei libri sulle aromatiche menziona codesta Balsamita. Il Pignatti ne ricorda il nome comune di Erba amara, l'utilizzo ("Coltiv. come condimento, talora inselvatichita per giardini") e ne descrive individui nell'Asia occidentale.


Ma in rete si fanno cose, si conosce gente e si scoprono tradizioni ;)


Castel Goffredo -borgo dell'alto mantovano noto al più per i suoi calzifici- rivendica infatti un singolare diritto di primogenitura sull'utilizzo alimentare di quest'erba, vale a dire:

"Se è vero che Castel Goffredo è sinonimo di calze, possiamo tranquillamente dire che lo è anche dei tortelli amari, benché al di fuori del nostro territorio pochi conoscono queste specialità. Non ci risulta infatti che nel mantovano, tranne che nel nostro comune o in quelli confinanti, nessuno confeziona tortelli amari, e noi stessi non capiamo come questa usanza non abbia superato i confini ristretti del nostro paese, vista la bontà, la delicatezza e la leggerezza [...]"

E se non li conoscono neppure nel mantovano... ;)

Da dodici anni a questa parte Castel Goffredo ha intitolato al Tortello Amaro addirittura una sagra; esiste tanto di Comitato Tortello Amaro (!) con regolare Presidente (!!) che anche quest'anno organizza una festa di TRE giorni (!!!), dal 13 al 15 giugno.

Sono un tantino diffidente davanti a tutto quest'improvviso fiorire di nuove saghe alimentari -la saga della sagra- e sospetto costantemente operazioni di "invenzione della tradizione" (santo Hobsbawm, subito) ma tuttavia un salto a questa festona quasi quasi ce lo farei -anzi, propongo di ritrovarci tutti lì a giugno :)

Qui tutta l'epopea della Balsamita e del Tortello: http://www.tortelloamaro.it/

Poteva mancare il libro? Macché. Sulla "sconosciuta" Balsamita (ora pare che anche Carlo Magno ne andasse matto e che nessun convento medievale ne fosse privo) e sui suoi utilizzi alimentari si veda dunque:

Polettini Paolo, Corresini Luciana / Il gioco dell'erba amara : a partire dal Tortello Amaro di Castel Goffredo - Mantova : Corraini, 2004.

Difficile trovarlo però: nelle biblioteche italiane ne esistono solo due copie, dalle parti di Mantova ;)


Post pubblicato anche su: amici dell'orto



sabato 8 marzo 2008

Gonnelle gialle



Narcissus "ice follies" come dervisci danzanti.

Sbocciati domenica 2 marzo, con quasi tre settimane di ritardo rispetto ai più fortunati chalet liguri con vista.

Cento di questi centenari, madames :)

venerdì 7 marzo 2008

Giallo

Dopo il giallo carico del Crocus vernalis ora Forsythia, primule, narcisi, mimose. Grigio in cielo ma giallo giallissimo in terra.
Le prime fioriture sono vistosamente gialle.
E gemme ovunque.

La foto è fatta con la nuova digitalina (secca moltissimo ammetterlo: non l'ho fatta io bensì il mio Grazioso Figliuolo. Giallo invidia, diciamo.)