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giovedì 13 novembre 2008

Permacultura vs Depressione

Dust storm approaching Stratford, Texas.
April 18, 1935

Hello, Chicago!

Dovessi rispecchiare il buonumore trasmesso dalle ultime notizie di cronaca o descrivere il mio radioso futuro lavorativo, qui trovereste solo lunghi post quotidiani con spassosi brani di John Steinbeck, idilliache foto di Walker Evans ed esilaranti ballate di Woody Guthrie. Vi mancassero, dite pure senza complimenti.

Gli è che ultimamente mi sento un po' Ann Nixon Cooper. Non ho i suoi centosei anni -non ancora- ma come lei nella vita ormai ho visto di tutto. L'altra notte, però, ascoltando il discorso di quel giovinotto alto con quel bel sorriso -quello ora così di moda al otro lado del charco- ho pensato: epperò, un Dust Bowl, questo non l'ho visto mai. Ora arriva la prima vera Grande Depressione della nostra vita e qui in Padania e al Profondo Nord vorremo mica essere da meno?

Black Sunday
April 14, 1935

Il Dust Bowl fu il risultato di una serie di tempeste di sabbia che colpirono gli Stati Uniti centrali e il Canada dal 1931 al 1939, causate da decenni di tecniche agricole inappropriate e dalla mancanza della rotazione delle colture. Il terreno fertile delle Grandi Pianure era esposto ad arature profonde che finivano per distruggere l'erba che ne assicurava l'idratazione. Durante la siccità, il suolo si seccò diventando polvere, e venne soffiato via verso est, principalmente in grandi nuvole nere. Talvolta queste nuvole di polvere oscuravano il cielo fino a Chicago, e gran parte della terra rimossa si perse completamente nell'Oceano Atlantico. Questo disastro ecologico causò un esodo da Texas, Arkansas, Oklahoma, e dalle grandi pianure circostanti, con oltre mezzo milione di americani che restarono senza casa. Molti migrarono ad ovest in cerca di lavoro. 

Dust storm approaching Stratford, Texas.
April 18, 1935

Ho già in mente tutto un imponente kolossal ambientato nella Bassa: vedo nuvole di polvere padana che oscurano il cielo sino a Trieste e gran parte della terra rimossa ricadere nel Golfo di Venezia, a ridisegnare i rapporti geopolitici con Slovenia e Croazia. Vedo padani e nordestini -nuovi Okies in cerca di pane, lavoro e dignità- migrare in massa verso il ben più lussureggiante Marocco. Odo magrebini dire:
Scacciarli, bisogna, questi intrusi; e subito, e senza pietà [...] Se non li teniamo a bada, questi straccioni, s'impadroniscono di tutto il paese. Tutto il paese. Porci di forestieri. Va bene, parlano la nostra lingua, ma non sono come noi. Basta vedere come vivono, chi di noi si adatterebbe a vivere così?
Dicono: vedi come sono sudici, ignoranti, questi maledetti Okies. Pervertiti, maniaci sessuali. Ladri tutti dal primo all'ultimo. E' gente che ruba per istinto [...]
E dicono: vedi come son lerci, questi maledetti Okies; ci appestano tutto il paese. Nelle nostre scuole non ce li vogliamo, perdio.
(John Steinbeck, The Grapes of Wrath, 1939)

Foto trovate qui.
Qualche notizia ulteriore sul fenomeno Dust Bowl: qui.

(Steinbeck, ma veramente? Ma allora è Depressione sul serio. Limitarsi a parlare del giardinetto e fingere che tutto vada ottimamente, esta es la consigna).

domenica 6 gennaio 2008

2008 International Year of Potato / 2

Solanum tuberosum
(immagine da http://www.potato2008.org/)

Che poi.

Ogni qualvolta sento nominare l'"effetto farfalla" a me viene in mente che senza la peronospora della patata gli Stati Uniti non avrebbero mai avuto JF Kennedy come presidente.

(Sarà grave?)

2008 International Year of Potato (FAO)

"Si mangiavano patate.

Me raine nonu è quello che ha scoperto le patate. Ha visto attorno al forno delle piante strane, ha tirato fuori una patata: «Ma guarda 'n po che qualità 'd nissöi», perché loro prima mangiavano i nissöi, una patatina selvatica grossa come un mezzo uovo. Ha fatto cuocere quella patata: «Uh che cosa buona». Allora hanno cominciato a seminare le patate, questo avveniva duecento anni fa, le prime patate mangiate a Desertetto.
Oh, l'é pasaine 'd miseria."

Giovanni Caranta detto Peru, nato a Desertetto di Valdieri, classe 1896, contadino; testimonianza del 5 settembre 1970. Revelli, Nuto / Il mondo dei vinti : testimonianze di vita contadina - Torino : Einaudi, 1977 (2. ed.)