giovedì 30 ottobre 2008

Liberi pensieri crescono, invisibili




Il collettivo "Solo liberi pensieri" impegnato in una lezione di filosofia all'aperto. Piazza Navona, Roma, 29 ottobre 2008.


È quasi mezzogiorno, una ventina di caschi neri rimane isolata dagli altri, negli scontri. Per riunirsi ai camerati compie un'azione singolare, esce dal lato di piazza Navona, attraversa bastoni alla mano il cordone di polizia, indisturbato, e rientra in piazza da via Agonale. Decido di seguirli ma vengo fermato da un poliziotto. "Lei dove va?". Realizzo di essere sprovvisto di spranga, quindi sospetto. Mentre controlla il tesserino da giornalista, osservo che sono appena passati in venti. La battuta del poliziotto è memorabile: "Non li abbiamo notati".


Dev'esser stato invisibile anche il camioncino pieno di spranghe tricolori parcheggiato tra Piazza Navona e via Agonale -"plausibile quanto un'astronave aliena". Vaya coincidencia.

Mi scuserete per l'OT. Io vado a camminarci un po' su, ci si rilegge lunedì.

"né rossi, né neri / volto coperto, solo liberi pensieri"
(slogan caro al BISL)
"né destra né sinistra... avanti! nasce Radio Bandiera Nera"
(mi scuseranno anche loro, se non li linko).

domenica 26 ottobre 2008

WALL*E, recensione in tre righe

Tocca tutti i temi che stanno a cuore a noi catastrofisti "verdi".
Ha per protagonista una pianta -dunque l'umanità.
E’ splendido sotto ogni punto di vista.

Extraterrestrial Vegetative Evaluator

Lasciate perdere chi vi dice che è solo una storia di amore tra robottini, che è “solo” animazione e che per giunta è fantascienza, turatevi il naso sulla Walt Disney e sui suoi battage pubblicitari e andate a vederlo –sul film per ora mi trattengo e non dico altro (e ce ne sarebbe).
Andate e restate seduti a vedere anche i titoli di coda, pure da standing ovation (seguiranno domande del tipo: ma come faranno questi poveri umani, incapaci di badare a sé stessi?)
Uscite poi dalla multisala (18 sale) sita al secondo piano di un centro commerciale e, mentre scendete usando le scale mobili, abbiate cura di comparare il venerdì sera che vi sta intorno -colori vivaci, finta allegria, finto casino, mucchi di cibo finto- e la sua umanità obesa con quello che avete appena visto sullo schermo. Uscite infine –no, non a riveder le stelle, che' da qui non si vedono- uscite all'aperto nel buio dell’estrema periferia ex-industriale milanese, quella squallida dove finisce Milano ed inizia Sesto San Giovanni e mancano solo i grattacieli di spazzatura e sì: siete proprio voi, e siete appena usciti dalla Axiom.

Non vedrete l'ora di rimettervi gli scarponi ed andare in montagna a camminare, di tornare a comunicare con il vostro gatto e la vostra Zamioculcas, di evitare gli sprechi e riciclare -e che vi taccino pure di naïveté e sentimentalismo, accomodarsi. Altro che solo robottini innamorati e "solo" fantascienza, pfui.

Terra: Bastava solo averne cura
Terra = Agente contaminante


(Un giorno o l’altro un post sulla centralità della marginalità e sull’importanza degli scarti e delle pattumiere lo devo scrivere per forza).

mercoledì 22 ottobre 2008

La conquista del mondo in otto mosse

When a Wednesday starts off by sounding like a Sunday,
you know there is something seriously wrong.

(John Wyndham, The Day of Triffids)


1. Confondi gli umani

Il problema della nomenclatura, nel caso particolare del Parthenocissus, è quanto mai spinoso. Ben pochi venditori di piante, in Italia, chiamano P. il P. e ben pochi di coloro che lo posseggono nei loro giardini sanno che il P. non è altro che la pianta comunemente chiamata Vite del Canada. I cataloghi poi, tranne qualche rara eccezione, registrano i P. regolarmente sotto il nome di Ampelopsis. Questa confusione può portare a brutte delusioni [...]

2. Distraili con quadretti affascinanti e/o pittoreschi



[...] le foglie, solitamente digitate, ossia divise in segmenti o foglioline in numero da 3 a 7, o trilobate, munite di lunghi piccioli [...] assumono in autunno una splendida colorazione che va dal giallo dorato allo scarlatto.
[...] Le bacche sono azzurrino nerastre o nere.




3. Aderisci alla linea

I P. si arrampicano per mezzo di viticci forniti di dischetti, o ventose, terminali che, come scriveva il Parkinson, simili a "corti e larghi artigli si attaccano come una mano con le dita, facendo una presa tanto forte che se vengono strappate si tirano dietro parte del muro, del calcinaccio o della tavola cui aderiscono".
Quando i viticci vengono a contatto con un oggetto duro [...] si contraggono a spirale ed esercitano una trazione sul ramo. Questo meccanismo permette alla pianta di raggiungere in breve tempo altezze notevoli.




4. Se non puoi arrampicare, striscia

Strada statale 527 Saronnese

5. Travèstiti da Babbo Natale


6. Controlla le vie di comunicazione

Autostrada A8 Milano-Varese


Milano, Parco Nord


7. Infìltrati nelle fabbriche

Milano, Parco Nord

8. Impegna gli umani in rigorose diatribe accademiche (intanto avanti, con quelle ventose!)

P. quinquefolia, di origine americana, è stato importato in Europa verso il 1629. Fu chiamato da Parkinson "Virginia Vine or rather Ivie", e come Edera fu classificato per i seguenti 160 anni, fino a che Jussieu propose di spostarlo nella famiglia delle Vitacee. Fu così che l'Hedera quinquefolia diventò la Vitis quinquefolia. Nel 1803 Michaux volle inserirla nel nuovo genere Ampelopsis, senza ottenere tuttavia il consenso unanime dei botanici [...] fino a che Planchon, nella sua monografia del 1887 sulle Viti, andò ancora più oltre, riconoscendo la nuova famiglia e dividendola anzi in due: Ampelopsis e Parthenocissus.


"Così -commenta la Coats- la Vite del Canada è arrivata ad avere un nome per ciascuna delle sue cinque dita".


Brani serî: Ippolito Pizzetti, Garzantina
Foto cliccabili, per meglio apprezzare l'invasione.

giovedì 16 ottobre 2008

El buen retiro sin mi

video


Oggi invece ci si sente: tendenzialmente relativiste, con spruzzata di catastrofe.

Effetti del Parthenocissus quinquefolia, mh?

Edit: casse accese, per meglio meditare sui tonfi della vostra casetta.


Gracias ad Alan Weisman ed al solito orto di carta che ne ha parlato, tempo fa.

giovedì 9 ottobre 2008

Sensibili alle foglie


"Una donna, per molti anni vittima delle violenze istituzionali del manicomio, nel periodo in cui stavamo cercando di far nascere la nostra cooperativa, scrisse a qualcuno di noi una lettera. Diceva che nonostante gli psicofarmaci, i letti di contenzione, il coma insulinico, gli elettrochoc che le erano stati inflitti, nonostante tutto ciò che le era stato fatto per attentare alla sua sensibilità, lei questa sensibilità alla sofferenza, al dolore suo e delle persone con lei rinchiuse, l'aveva mantenuta. Anche la sensibilità alle foglie e a tutto ciò che vive, aveva gelosamente custodito e questa le sembrava la cosa più importante.

Ecco, mantenersi, nonostante tutto, sensibili alle foglie, ci sembra ancora oggi come allora una splendida metafora che ciascuno, guardando alla sua vita quotidiana, può arricchire di sfumature personali. Perché, se per qualche triste ragione, questa sensibilità viene meno, non resta altro che l'illusione aliena delle cose morte."



Dedicato alla composita congrega di gente a vario titolo "sensibile alle foglie" raggruppata nel blogroll là a destra: dalla zappatura alla fitoterapia, dalla progettazione di giardini alla cucina "verde", dalla foto di gruppo con zucchino alla chiacchiera libera e disinibita con il Philodendron di casa.

(Foto: da qui.
Brano ovviamente da qui -neretto mio-, e grazie ai selvatici per avermelo involontariamente ricordato).

mercoledì 8 ottobre 2008

Hoy me siento política

Oh dear, I'm feeling political today. It's just that it's dawned on me that zero tolerance only seems to mean putting extra police in poor, run-down areas, and not in the Stock Exchange.

[Terry Pratchett, alt.fan.pratchett]

venerdì 3 ottobre 2008

Ottobre andiamo, è tempo di migrare

Quando micio Griffe dopo colazione si slancia come sempre verso il suo brand new day

e rimane lì candito sulla soglia, fiutando l'aria

quando dopo un'oretta tu arrivi a Milano in ritardo, svolti in Fiera per gli ultimi 200 metri lasciare macchina prendere bici

e vieni sommersa da fiumane di buyer giapponesi sciami di fotografi milanesi pattuglie di forze dell'ordine calabresi battaglioni di ragazze con "svariati metri di gambe da gran premio" (cit.)

quando poi, pedalando, ti ritrovi a considerare che una giacchetta non necessariamente di Armani farebbe al tuo caso (fa freschino)

quando le chiavi di ricerca del tuo blog reclamano con crescente insistenza recensioni sintesi del libro riassunti del quarto capitolo libri condensati temi svolti (è iniziata la scuola)
quando il sabato tu e un'altra bestiola vi incrociate mentre fate provviste pre-freddo (e non siamo a Bolzano)


quando i topinambur sono chiazze talmente gialle da costringerti a guardare


Helianthus tuberosus

quando noti anche i rossi e i magenta della fitolacca

Phytolacca americana L.

quando tutto questo accade
allora

Phytolacca americana L.

è ora.

E' giunto il momento.

Phytolacca americana L., Helianthus tuberosus

E' giunto il momento di riportare in casa le cosiddette piante d'appartamento.

(Oh, beh. Inutile che aggrottiate le sopracciglia -vi vedo, permaorticoltori duri e puri. Son problemi anche questi. Il benjamina non è né commestibile né aromatico né men che mai curativo ma forse che voi lo abbandonereste là fuori? Questo poi, che arrivò quando il muro di Berlino era ancora tutto d'un pezzo, fosse un bipede umano quest'anno sarebbe una matricola. E con risultati anche più brillanti della media, sospetto. No, no. Dentro, al calduccio.)