lunedì 25 maggio 2009

In origine

Querido Hijo :

sono in effetti un po' scomparsa. Ma, come tu sai, questo è un tempo inevitabilmente dedicato alla famiglia -quella d'origine.

Di origini, dunque, ti narro.

Olona, ponte della Gabinella

Tra la fine del 1800 e la prima metà del 1900, in questa "Manchester d'Italia" che è stata la Valle dell'Olona, sorgevano decine e decine di tessiture, cotonifici, tintorie. In considerevole anticipo sui processi di globalizzazione, tra gli anni '60 e gli '80 del secolo scorso quasi tutte hanno chiuso, e/o delocalizzato. Esistono però ancora tracce evidenti nel paesaggio umano e costruito: è ancora viva tutta una generazione di ultraottantenni che durante la settimana lavorava tra i subbi e la domenica amoreggiava al ballo del dopolavoro del Cotonificio (assai più che nei locali del sindacato) ed è rimasta una discreta archeologia industriale -ex fabbriche e villaggi operai nello stile "inglese" di Crespi d'Adda. Solo negli ultimi anni l'Olona, che per decenni è stata solo una discarica schiumosa e mefitica ha finalmente ripreso a respirare.

Nonno Luigi
(1884?-1949)

Questo signore dell'Ottocento -sguardo serio e attento, macinino del caffè e zoccoli- aveva lo stesso nome e cognome che oggi ha tuo zio. Lavorava come caporeparto in una -serve dirlo?- tessitura. La sera, e ogni sabato e domenica, insegnava -ovviamente tessitura- alla locale scuola professionale. Aveva sette figli e -chissà come diamine faceva- trovava pure il tempo per curare il giardino, che all'epoca, raccontano, "era un fiore".
I suoi ex alunni gli regalarono quella riproduzione del Tessitore di Schio che da sempre torreggia a casa dei nonni. Da piccola, e anche da grande per un numero davvero imbarazzante di anni, io ho sempre creduto che invece raffigurasse proprio lui.

Questo prototipo di operoso lombardo, che io non ho mai conosciuto -ci siam mancati di parecchio- è il tuo bisnonno.

E' lui che ha messo in piedi il Buen Retiro nel 1929, casa e giardino.
Alcune sue "opere da giardino" -il pergolato dove una volta c'era la vite e ora il glicine, certe sue indistruttibili panchine di pietra, il tavolo che si vede alle sue spalle nella foto- ancora esistono, ma il suo primo disegno di giardino è stato completamente spazzato via dalle ristrutturazioni da boom economico che sono venute negli anni '60 e '70.

A marzo

Quasi completamente: che' stando a quanto mi racconta in questi giorni uno degli ultimissimi testimoni ancora in vita -il tuo oramai quasinovantenne nonno- le peonie a dimora in giardino le ha messe proprio il bisnonno, in quel lontano 1929.

Difficile da credere, ma certo: ad ogni nuova primavera queste pervicaci piante bucano il tappeto di violette e ripartono... da ottant'anni a questa parte.


E tra il 10 e il 20 di maggio, ogni anno, bellissime, effimere, le peonie fioriscono: sempre nello stesso posto, sempre del medesimo colore.

Non riesco a guardarle senza una certa reverenza.


Certo, queste saranno le figlie delle figlie delle figlie.
Ma pure tu sei il figlio della figlia del figlio, no? Anche a non desiderarla, una certa continuità esiste sempre.

Come non sentirsi un po' affezionati a questo bisnonno tessitore, come non sentire una certa continuità con questo burbero caporeparto che ha coltivato figli e orti e fiori?


Lo so, lo so, Figlio: se ci mettiamo a meditare sui Grandi Temi -l'evoluzione umana, la precessione degli equinozi, il tempo di percorrenza della Varese-Milano la mattina alle 8.15- tutti i nostri radicamenti, tradizioni, affetti e convinzioni vanno repentinamente a collocarsi nella loro giusta prospettiva di: fili di paglia, caccole nell'universo. E una peonia non è la piramide di Cheope, lo so. Ma se son qui a scriverti è perché a questa caccola nell'universo ci son affezionata e quindi: se e quando toccherà a te, giù le mani da quella peonia!


(Ce lo vedi il tuo bisnonno in una nuova versione del Quarto Stato, alla testa di una turba di tessitori, tutti in marcia verso di te? Riesci a immaginare quella foresta di Birnam di peonie che avanza contro i futuri e potenziali sradicatori? Luuungi da me l'idea de presionarte ;) sentiti liberooo per carità ;) però, ecco: tu tienili presenti, poi regolati un po' tu) :)


Nos vemos pronto,
besos ***


la mamma

21 commenti:

valverde ha detto...

mi hai commosso ...le tue parole arrivano al cuore... e mi portano "altri" ricordi della mia lontana fanciullezza, grazie ... valverde

FrancoW ha detto...

Un grazie commosso anche da parte mia, Equipaje, per questo scritto magnifico. Ci porti in un luogo della memoria che riusciamo a condividere tutti, perché tutti ne abbiamo dentro uno. E ci fai capire che restare aggrappati con forza alla storia è l'unica via possibile.

equipaje ha detto...

Questa è commozione indebita, voi due! :) ***

(meglio stare più leggerini, ci son pure ottomila gradi)

Artemisia Comina ha detto...

ah, una rosa centifolia rosa scoperta in fondo al giardino, certamente piantata all'inzio dell'ottocento dalla bisnonna Almerinda, dico, Almerinda, pensa che nome, e che ho difeso dal rosmarino per qualche anno, ma poi, ma poi non sono stata capace di tenerla in vita ancora...mi raccomando le peonie, ragazzo!

Harlock ha detto...

Non ci sono parole: è bello sapere che esistono anime sensibili che ricordano con affetto i propri antenati.

Di questi tempi, si crede che l'avere sia l'unica cosa per cui vale la pena vivere. In altri tempi si credeva che il fare cose utili desse uno scopo alla vita...

equipaje ha detto...

Harlock noi un giorno avremo una conversazione a base di navette subbi e rimettaggi, lo sento :)
Non sono ricordi esenti da critiche, eh!

Arte', grazie ***
(ma se era l'inizio dell'Ottocento doveva essere la bisnonna della bisnonna!)

Harlock ha detto...

...da dove cominciamo? :-D

Geneticamente è un mondo che non mi appartiene. Sono un etrusco sradicato dalle montagne.

francesca/MoscO ha detto...

Celo. La peonia, uguale. E una nonna che l'ha piantata, circa in quegli anni li', che questa casa e' del 1926. Una nonna tremenda, con tanta grinta da vendere, con la dolcezza di un bufalo e la tenerezza di un velociraptor. Incazzosa, tabaccona, parzialissima, ingiusta, pettegola, morta a 87 anni dopo un'ingozzata di crauti e carré di maiale affumicato.

Se non fosse stata un velociraptor però questa casa non ci sarebbe più da un pezzo, al posto delle peonie ci sarebbe un garage, al posto dei rosai una piscina (vedi qui di fronte).

Ma queste cose si capiscono sempre troppo tardi.

:***

equipaje ha detto...

Ma uguale uguale uguale? Sicura sicura sicura? Me la ricordavo arborea quella peonia lì ;)***

francesca/MoscO ha detto...

L'una non esclude l'altra, biondina! :D

cmq si, uguale. piu' una sorella rosa pallido.

Quella arborea e' defunta l'autunno scorso, dopo un meraviglioso canto del cigno, ma ha generato (per seme) una figliolina che ha fiorito per la prima volta questa primavera. Non so che ne direbbe Mendel, ma da madre rosa e' nata una figlia bianca.

(ma lei, equipaje, dannazione, che ne sa della mia arborea? Mi vengon dubbi e reminescenze, a me :P)

francesca/MoscO ha detto...

ecco, ho segiuto il link (mica si vede molto eh!): hai una memoria da elefantino. Non mi preoccuperei per lo stato dei tuoi neuroni, fossi in te :D

equipaje ha detto...

Sinora Mosco, qui siamo lettrici attente e affezionate, neh! Gli è che -all'epoca- la storia del cappuccetto sulla peonia ci si era stampata in mente come una fotografia e ci aveva parecchio, ma davvero parecchio intenerito :)

(poi volevo anche dire 'n'altra cosa ma mi ricordo più, uff...)

marzia ha detto...

mi piacciono i ricordi, sono un patrimonio importante che spesso non sappiamo nemmeno di avere.
quando io mi sono messa a raccogliere i ricordi del lavoro di famiglia, i nonni non c'erano già più... per fortuna sono rimaste tante foto

Mitì ha detto...

Bello, bello, bello.
Citando l'Olona mi hai fatto venire in mente Gornate (Gurnà), e la casa di campagna dei miei nonni Grigioni! :-)*

Artemisia ha detto...

Giusto: giù le mani da quella peonia!
Molto carino questo post!
Artemisia (nel senso della pittrice)

erbaviola ha detto...

ah... peonie e sospiri... che bello che alcuni giardini almeno non vengano perennemente rivoltati da cima a fondo per seguire le mode idiote del momento :) Questo giardino e la sua storia è una cosa così preziosa, che nessuno potrà esimersi dall'apprezzare, ne sono certa.

equipaje ha detto...

Artemisia, Mitì, Marzia: merci, merci, merci*.

Erba, c'è sempre l'alternativa: imballare baracca e burattini, reinstallarsi, piantare una nuova peonia e reiniziare (reinventare) una nuova tradizione... te deseo muchisima suerte ;)

/equipaje che si scusa per la latitanza e seguita -sob- a latitare.

francesca/MoscO ha detto...

e io che dovrei dire , che latito senza motivi densi di significato? Latito perche' e' quasi estate, perche' c'e' il sole o perche' piove, perche' c'e' un compleanno, perche'... insomma perche' vivo. :)

Un abbraccio!

(ps: ho un po' di materiale per la tua ricerca "il naso ne prato", a breve su questi schermi.)

equipaje ha detto...

Grazie! :)***
in effetti, o si vive, o si scrive :)
(poi c'è anche chi vive per raccontarla ;)

meristemi ha detto...

Basta latitare, neh!

equipaje ha detto...

(Potessi postare pensieri ed idee senza prima doverle mettere per iscritto, qui sarebbe tutto un post, sob!) :(